Capitolo settimo - Appendice 1: Avviso di vendita del gelso





Da un avviso di gara per la vendita all’asta della foglia di gelso, affisso alla casa comunale nel 1899 e conservato nell’archivio del Comune possiamo aver anche informazioni sulla struttura del Castello di S. Giorgio di Piano alla fine del 1800.

La foglia di gelso venduta era quella dei gelsi di proprietà comunale e i gelsi crescevano lungo i lati del quadrilatero che racchiudeva il Castello, così allora era denominato il centro abitato di San Giorgio di Piano.
Infatti si delinea  l’esatto contorno del Castello a quell’epoca.
A partire dall’Oratorio, che si trova all’inizio dell’attuale via della Libertà, abbiamo lo stradone (forse le attuali via della Pace e via Pradelli), la Porta di sotto, Porta Capuana o Ferrara, viale XX Settembre sino alle Scuole, che allora erano situate nell’attuale caserma dei carabinieri; la Porta nuova, Porta Bologna andata distrutta, e la via Provinciale, ora via Matteotti verso Bologna.

Si parla di terragli (dal latino volgare terraculum = terra ammucchiata).
Attorno al Castello di San Giorgio sino al 1742 vi erano, sui quattro lati del suo impianto, terrapieni e fossati a protezione dell’abitato.
I fossati raccoglievano acque luride ed in tempo di peste, colera ed altre epidemie erano veicoli di infezione.
Appunto nel 1742 il Comune decise che venissero interrati i fossati e spianati i terrapieni, formando così una “prateria”.
Il lavoro venne commissionato al Marchese Cospi, che ne ebbe l’uso per se e per i suoi discendenti maschi.
Quando nel 1847 finì la linea maschile dei Cospi il terreno divenne di proprietà comunale.
© Copyright 2006-2014 DEPOSITATO SIAE - Tutti i diritti riservati.                                                          Io uso dBlog 1.4
® Open Source