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Cap. 9 - I Romani nella Pianura Padana17
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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Binora: Cap. 9 - Appendice 5 : Alcune considerazioni sull'eredità di Roma...

Capitolo nono - Appendice 5 : Alcune considerazioni sull'eredità di Roma...

Di Angela Bonora (del 19/08/2008 @ 17:20:40, in Cap. 9 - I Romani nella Pianura Padana, linkato 5410 volte)

Roma Imperiale

Pianta di Roma in Epoca Imperiale
I principali monumenti attorno al Foro: il tempio di Giove Capitolino (1),
la Rocca del Campidoglio (2), il Tabularium (3),la Basilica Emilia (4),
la Basilica Giulia (5), il Tempio di Vesta (6), La Basilica di Massenzio e Costantino (7),
il tempio di Venere (8), il Palazzo di Tiberio e Calligola (9), Il Palazzo dei Flavi (10),
il Teatro di Marcello (11) 

 


Numerose generazioni hanno coltivato l’idea che la passata civiltà romana e il suo impero siano stati un momento fondamentale nella storia dell’umanità, effettivamente il mondo medievale, moderno e persino contemporaneo debbono molto a Roma sia in ambito culturale, sia giuridico che politico.

All’antica Roma e ai suoi sfarzi imperiali si ispirarono diversi capi di stato e tra questi Napoleone I Bonaparte.

Roma elaborò un codice (il diritto romano) divenuto patrimonio di riferimento del diritto non solo mediterraneo.

Non ultimi il patrimonio linguistico: il latino, diffusosi in tutta Europa e nei paesi annessi all’impero, ha originato le moderne lingue romanze, e il patrimonio artistico e culturale in senso lato.
Arte e letteratura romana furono oggetto di ispirazione nei tempi successivi.

Ma se andiamo ad analizzare che cosa si intende con il termine civiltà e se soprattutto guardiamo ai popoli che precedettero la potenza romana dobbiamo fare delle distinzioni.

Il termine civiltà proviene dal latino civilitas, che significava condizione di cittadino e si contrapponeva nella stessa lingua anche a rusticitas, per indicare le buone maniere e la mitezza della vita di città contrapposte alla rozzezza e alla villania degli abitanti della campagna (!), oppure si identificava con buona politica di governo.

Nella forma italiana attuale civiltà vuol significare sì buona educazione, cortesia ed urbanità ed in altra accezione stato di equilibrio economico politico fondato sulle istituzioni e sul progresso tecnico, benessere, ma vuol dire soprattutto il complesso degli aspetti culturali spontanei e organizzati relativi ad una collettività in una data epoca[1] .
Albert Schweizer
Importante è il pensiero espresso dal Nobel per la Pace, Albert Schweitzer al riguardo, pensiero che può essere a mio avviso applicato ad ogni epoca nella quale Cultura e Civilizzazione progrediscono, ma a scapito dell’umanità.

Per Albert Schweitzer non esistono distinzioni tra Kultur e Zivilitation, egli rifiuta ogni distinzione, intendendo con il secondo termine una civiltà intesa come progresso scientifico e tecnologico: distinzione che rischia di legittimare come civile una situazione storica di crisi della spiritualità e dell’etica.

La civiltà è «progresso, materiale e spirituale, da parte degli individui e della massa».

Lo spirito è determinante: quando la ragione domina sugli istinti e sulla natura allora si ha la vera civiltà.

La civiltà attuale, che spesso non è accompagnata da progresso etico e spirituale, è dannosa.
Il progresso della scienza e della tecnica ha procurato all’umanità una grande quantità di conquiste materiali, ma al contempo ha instaurato un regresso nel campo dell’ideale.

Schweitzer accusa  l’età industriale, di rendere l’uomo schiavo di un lavoro eccessivo in tutti i sensi e non lo rende libero ed indipendente e quindi non gli permette di dedicarsi alla riflessione ed assimilare gli ideali della vera civiltà, vivendo in modo infantile il poco tempo libero.

Quello che egli mise in evidenza in epoca di civiltà industriale è applicabile alle civiltà di ogni epoca, dalle origini dell’uomo al futuro.

Pertanto volendo sposare la sua filosofia, non possiamo parlare di “vera” civiltà Romana, ma di espansionismo, di progresso tecnico al fine di tale espansionismo.
E nello steso tempo non possiamo escludere il progresso dei popoli che si mossero sui territori prima dei Romani.

Roma, sì potenza militare, ma inserita con la propria politica in un precedente contesto dove già esistevano le basi di civiltà, nel senso indicato da Schweitzer, e forme di progresso tendenti alla conquista e alla espansione.

Non voglio rifarmi a popolazioni arcaiche ed evolute precedenti ai Romani, il discorso sarebbe troppo lungo e si dovrebbero inserire considerazioni antropologico culturali, di cui io non sono all’altezza, ma cercherò con alcuni esempi, a partire dalla creazione di Roma e strettamente legati anche alle popolazioni che Roma conquistò poi.

Nel periodo Monarchia, Repubblica e Impero Romano oltre alle riforme di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti facendo riferimento alla potenza romana, si presentano diverse variazioni nel vivere ed operare delle persone.

Parleremo di progresso nel vivere, che iniziato dagli etruschi e romani fu poi assorbito da tutti i popoli che si svilupparono sotto la loro egida.

Nel V secolo a. C.

- compare presso gli etruschi e gli italici una importante variazione nella struttura onomastica. Essendo gli individui, le famiglie, aumentate notevolmente nei vari territori venne inserito l'uso del prenome e del nome (es. Mario Emilio) che i romani accrebbero poi aggiungendo il cognomen. Per praticità comunque questi ultimi abbreviarono il tutto indicando solo con l’iniziale il prenome (es. Marco Emilio Lepido = M. Emilio Lepido).

Cloaca Massima


-a Samo l'architetto Eupalimos nel costruire un acquedotto scava una galleria nella montagna lunga più di un chilometro (1240 metri) e dato il tipo di lavoro un altro architetto, Teodoro, inventa la livella, la squadra. Questo ultimo inventò anche un oggetto che ora noi usiamo tutti giorni: la chiave e la serratura per le porte, e dovendo lavorare questi piccoli oggetti inventò anche una particolare fusione del bronzo.

-gli architetti romani assimilano la tecnica usata in questi lavori dei greci per costruire gli acquedotti dando inizio a grandi lavori idraulici. Vediamo poi i Romani impegnarsi nel prosciugamento dei terreni paludosi nelle campagne, nel costruire sotto terra affiancate agli acquedotti ampie cloache per bonificare le città, come la Cloaca Massima al Palatino.

Acquedotto a Nimes


Sotto l'imperatore Claudio queste opere divennero gigantesche; il suo acquedotto era lungo 69 km. una galleria scavata sotto il monte Salviano per prosciugare il Fucino fu di 5653 metri.

Nel 480 a. C., dopo che la Grecia uscì vittoriosa dalla guerra contro i Persiani, gli storici quasi unanimemente considerano questa data come fine del periodo arcaico e inizio dell' età classica greca nelle vicende culturali e quindi l’inizio dell’influenza di queste anche a tutto il mondo romano.

- E’ infatti nel 472 che in Atene si rappresenta la prima e la più antica tragedia greca che si conosca: I Persiani, di Eschilo.

- Inizia l’età d'oro delle arti e delle lettere greche.

. Nel 449 ad Atene Fidia inizia la costruzione del Partenone; e Callicatre termina il Tempio di Athena Nike, sull'Acropoli.

Partenone



- Mentre nel 387 Platone, deluso dalla resa romana ai Galli [2], abbandona la Sicilia, torna ad Atene e fonda la sua scuola filosofica e l'Accademia. Per la prima volta entra nelle scuole anche lo studio specifico della matematica, ritenuta indispensabile per l'educazione dei giovani. Il mondo nuovo, la vita sempre più moderna e tecnologica, richiede questa riforma urgente e necessaria alla scuola.
Platone

- Nel 380 a. C. l'arte fiorisce sempre più sia in Grecia dove Naucide scolpisce il Discobolo, che in Etruria, dove sono eseguite le sculture delle tombe di Chianciano, raffigurante una coppia con defunto e genio alato, e di Chiusi, dove viene eseguita la mater matuta con bambino.


- Nel 360, in Grecia, Policleto costruisce il Teatro a Epidauro, mentre Prassitele scolpisce Afrodite ed Eros.




Ma non solo Grecia e Roma sono all’avanguardia per l’arte e gli studi, ritornano in evidenza le conoscenze asiatiche:

- Zodiaco Babiloniesenel 350 in Babilonia un gruppo di Astronomi ampliano le loro conoscenze del cielo e forniscono le basi dell’Astrologia e compilano lo Zodiaco.


In Atene nel 348 Platone muore ma ci lascia Le leggi e Politico, gli ultimi dialoghi da affiancare alla sua Repubblica.


Nella Repubblica Romana nel 450 a. C. cambia l’assetto politico e giuridico con la nomina dei Decemviri, 5 patrizi e 5 plebei.


I Deceemviri hanno l'incarico di elaborare e compilare per iscritto un CODICE giuridico detto poi delle DODICI TAVOLE in sostituzione del diritto consuetudinario.

Grazie a questo primo codice si pose fine agli abusi che i patrizi commettevano ai danni della plebe, approfittando del fatto che la tradizione orale delle leggi ne permettevano una interpretazione a loro favore.
Successivamente vengono codificate le leggi per il diritto privato, quello processuale e penale, e il diritto pubblico e quello sacrale.

Sono le leggi elaborate in Grecia da Solone nel 594 a.C. atte a ristabilire l'ordine turbato da violenti conflitti sociali, che forniscono l’esempio per i decemviri romani.
Solone, considerato il fondatore della democrazia greca, eliminò solo le aberrazioni del vecchio ordine, mantenendo inalterata la struttura basata sul censo e incanalando la pressione popolare con l'istituzione del consiglio dei 400. Solone

I versi in stile oratorio pervenutici da Solone sono saturi di un profondo moralismo e purtroppo con un rigore atto solo a esaltare le virtù dei nobili. Infatti tra le sue leggi ritroviamo il divieto di contrarre matrimonio tra patrizi e plebei.
Il divieto sarà abrogato nel 445 a. C..

Tra le varie novità in campo giuridico nel 331 a. C. emerge a Roma una insolita questione.
Era molto diffusa tra le matrone la confezione di veleni, e dopo un famoso processo, é promulgata una legge che vieta il confezionamento di prodotti venefici.

Tali prodotti li ritroviamo usati spesso e volentieri durante la Repubblica e l’Impero per eliminare genti nobili e acquisire la possibilità di avere alte cariche.
(Siamo abituati a considerare solo il medioevo e i Principi successivi, come i Borgia, come temibili avvelenatori…ma ebbero validi maestri dalla Romanità...)

Dopo l'invasione dei Galli del 378 a. C. il timore che si ripresentino nuovamente a Roma fa portare a termine la costruzione delle mura Serviane, iniziate fin dal 577 e anche Roma viene cinta da poderose mura che riparano dai nemici esterni, ma che purtroppo non eliminano i problemi interni .

E queste sono solo piccole spigolature Grecia-Roma, ma tenendo conto delle guerre intraprese precedentemente dai Greci con paesi asiatici, prima della nascita di Roma e della successiva invasione dell’Italia del Sud da parte degli stessi, Magna Grecia, si può dire che Roma portò per prioma la civiltà?

I Celti, che invasero, partendo da zone ad est dell’Europa, il Nord dell’Europa, non avevano cultura? E i Druidi? e le zone di La Thene? …e prima ancora le civiltà che ci fanno ritrovare in fondo ai mari reperti, piramidi, databili 14.500 anni fa nulla ci dicono?

Forse oggi siamo veramente ancora agli albori della civiltà, ma siamo tanto presuntuosi da considerarci tanto civili da occupare ancora territori al solo scopo di progredire economicamente, distruggendo territori dove nel passato civiltà ancora sconosciute al cosiddetto mondo occidentale sono ancora da scoprire, e lasciando sul suolo conquistato “merendine con conservanti”.

Ma uomo ti sei guardato veramente allo specchio….?

Ti sei visto cosa veramente sei?

Il tuo Senato niente ha imparato dal Senato Romano, dalle diatribe che offuscavano qualunque tipo di etica?

Tu industriale, console del mondo attuale, non ti ricordi, o meglio non hai mai letto, che effetto ebbero le guerre di conquista sui consoli stessi?

Cesare che, forse, aveva un grammo di cervello in più e voleva fare riforme per il popolo in un’etica ampia, ma in un momento di crisi della spiritualità e dell’etica vera, che fine fece?

        Discobolo copia romana                            Nike si Samotracia, Louvre

 

Venere - Prassitele

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[1]  Definizioni tratte da Devoto G., Oli G. C.,  “Vocabolario illustrato della lingua italiana”, Ed. Selezione  dal Reader’s Digest, Milano  1978.
[2]  Ovviamente un filosofo come Platone dava molto importanza alla civiltà come nuove politiche e non solo cultura in senso stretto
 



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