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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Cap. 9 - Dai Boii ai Romani - Introduzione

Capitolo nono. 1 - Dai Boii ai Romani - Introduzione

Di Angela Bonora, Mauro Franzoni (del 15/02/2008 @ 07:37:05, in Cap. 9 - I Romani nella Pianura Padana, linkato 3543 volte)


Introduzione

I Boii occupavano l'attuale Emilia centrale nel territorio compreso
- ad Est dal fiume Idice,
- a Sud dal crinale appeninico,
- ad Ovest dal fiume Taro e
- a Nord dalle paludi vicine al Po.

Arrivati in tribù sciolte e con intenti di raccogliere nella fertile pianura padana quello che a loro mancava per potersi completamente sfamare, vi si insediarono successivamente praticando scorrerie, distruzioni.
Divennero bellicosi [1], conquistando i territori sino ad allora occupati dagli etruschi.

La zona base per i Boii fu la città di Felsina o meglio ciò che era rimasta di essa dopo le loro incursioni.

Riuscirono poi ad amalgamarsi con le popolazioni che già abitavano la zona, come abbiamo visto dai reperti di Monte Bibele, ciò però non fu possibile con i Romani.

I Boii dovettero infatti difendere le terre conquistate con una serie di guerre che li videro ora vincenti nella Selva Lituana e sul Trasimeno, ora sconfitti al Vadimone (238 a.C.) e nel 225 a.C. dall'esercito romano, guidato dal console Emilio Papo, nella località di "Campo Regio" al Talamone, fino alla definitiva resa avvenuta tra il 196 e il 192 a.C. Le zone rimasero, comunque, non completamente soggetta a Roma, la guerriglia continuò per anni nelle zone acquitrinose della Pianura Padana, dove i Boii riuscivano a guerreggiare meglio.

Gli Etruschi per diverso tempo alleati ai Romani e anche compartecipi al primo impero romano con ben tre importanti re, non continuarono la lotta contro di essi. Avendo perso Felsina si ritirarono nell’Etruria originaria.

Ciò può spiegare il cambiamento di denominazione del centro della pianura padana più importante, Felsina, e del successivo nome che assunse la città nel tempo.
I Galli Boi essendosi integrati con gli Etruschi non avebbero avuto motivi di cambiare nome alla città. Il termine Bona tra l’altro, da loro usato, stava a denominare un sito abitato e fortificato e sembra si riferisse solo alle colline circostanti la città, quindi il cambiamento di denominazione in Bononia sembra sia proprio di origine romana.[2]

Il processo di romanizzazione dei Galli fu lento: le zone selvose a nord della pianura assegnata ai coloni romani erano malsicure per la presenza di popolazione gallica non ancora assorbita completamente.
Appiano scrive che anche nel 43 a.C., quando si formò a Bononia il triumvirato tra Ottaviano, Marco Antonio e Lepido, Decimo Bruto, prefetto della cavalleria di Cesare e partecipe della congiura, volendo fuggire in Macedonia, raggiunse il Reno con pochi compagni e lì fu catturato dai Galli e ucciso da Camillo loro capo.

La difesa dei territori conquistati da parte dei Galli nell’Italia Settentrionale, Gallia Cisalpina, era condizionata dal fatto della sua fertilità.
Polibio, Strabone, Plinio nei loro scritti decantano la bellezza della campagna attorno a Bononia, ne descrivono la ricchezza di raccolti di cereali, frutta, uve, i boschi dai quali ottenere legnami per la fabbricazione delle abitazioni e degli utensili e i pascoli per l’allevamento brado suinicolo.
Inoltre la popolazione industriosa completava il quadro di questa parte d’Italia che secondo loro era la più ricca dei territori conquistati dai Romani.
Plinio, che al solito non dimenticava di osservare ogni aspetto dei territori da lui visitati e abitati, ricorda la roccia gessosa delle colline bolognesi e l’utilizzo di tali risorse o le canne palustri del Reno, eccellenti per fabbricare dardi.

______________

 [1] l’attributo Boii dato ai Galli che occuparono la pianura, secondo alcuni storici, deriva da Bogos = distruggere.
 [2] Felsina è il  nome latinizzato dato dagli etruschi a Bologna, in effetti si ritrova spesso il nome  di Velzna  da cui deriverebbe, come d’altra parte Bononia risulta il nome latinizzato  di Bona dato dai Boii alla parte della città rimasta dopo l’invasione e  la  sua parziale distruzione



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