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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Bonora: Capitolo quarto - Appendice 1: ...qualche cosa sta tornando, l'Oasi la Rizza

Capitolo quarto - Appendice 1: ... qualche cosa sta tornando, l'Oasi la Rizza

Di Angela Bonora (del 30/10/2006 @ 18:40:15, in Cap. 4 - Fauna, linkato 4540 volte)


Ciò di cui voglio parlarvi non è in San Giorgio di Piano e non so se ne facesse parte nel passato, ma poco conta.
Ne voglio parlare perché ne vale la pena ed è il risultato di un progetto in cui sono coinvolti, anche e soprattutto, cittadini di San Giorgio di Piano in prima persona.

Se si va per la strada che porta alla stazione di San Giorgio di Piano, via Marconi, e poi si prosegue verso Bentivoglio, passata la strada di Santa Maria in Duno sulla sinistra c’è la Strada della Vietta…si può dire che il nome stesso sia un invito. Sa tanto di antico. Procedendo per la Vietta sino in fondo, poi andando sulla strada sterrata che prosegue a destra si entra in un mondo…ritrovato.

Appena fuori dal territorio di San Giorgio di Piano, nei Comuni di Bentivoglio e di San Pietro in Casale, in collaborazione tra i proprietari dei terreni, il WWF Emilia Romagna e il WWF Pianura centrale Bolognese, con i finanziamenti dell’Unione Europea, nel 1990 è iniziata la formazione di un’oasi per il recupero della fauna e della flora della pianura destra del Reno.
Il territorio caratterizzato sino al periodo successivo la seconda guera mondiale (1945) da paludi, ancora coltivato a riso sino agli inizi del 1960, poi dotato di bacini per la piscicultura sfruttando gli impianti delle risaie, ora è stato ripristinato come doveva essere nel lontano passato.
Le zone umide, con pozze d’acqua sufficientemente profonde, sono state usate per reintrodurre rare piante acquatiche, similmente sono stati costituiti boschetti di piante autoctone formati impiantando annualmente, alle varie stagioni, fusti nuovi e parte dei 520 ettari che formano l’oasi sono state lasciate alla natura stessa.

Volontari hanno lavorato per far rinascere quello che l’uomo e il tempo avevano distrutto e la natura sta facendo il resto.

Non esiste una vera e propria guardia dell’oasi, ma diversi volontari, muniti di decreto di guardia giurata, vigilano costantemente e accompagnano i visitatori lungo i diversi percorsi che si snodano all’interno del’oasi e portano agli Osservatori della fauna ( aperti dalle 8 del mattino sino al tramonto il martedì, giovedì, sabato e domenica, con libero accesso ).
I gruppi e le scolareshe, tante, debbono prenotare per potere accedere all’oasi che per altro è aperta tutti giorni e che è visibile anche percorrendo le strade tra i campi vicini.

Che cosa si può vedere?
Tante nuove…o meglio vecchie specie ritornate, sarebbe lungo elencarle tutte vi rimandiamo per saperne di più a questo link. http://www.sangiorgiodipiano.net/articoli/question_index.asp?fldauto=750

dove ritrovate il censimento degli uccelli dell’oasi e delle zone limitrofe [1] eseguito nel febbraio 2007. I censimenti vengono fatti mensilmente e li potete ritrovare sullo stesso sito.  Sono state rilevate nell'ultimo censimento ben  216 (?) specie diverse. Personale specializzatgo si interessa dell'inanellamento degli individui nuovi e della situazione faunistica e vegetale della oasi.
cicogne nidificate
Comunque piccole indicazioni ve le diamo per invogliarvi
ad andare e guardare.

Raggiunta l’Oasi La Rizza[2] , lasciata l’auto o la bici nel parcheggio del Capanno grande, vi inoltrate a piedi lungo i sentieri di terra battuta sino a raggiungere la struttura a due piani che si affaccia su uno specchio d'acqua piuttosto profondo.

In tutta l’oasi è possibile fottografare e nel piano inferiore del capanno semisommerso è possibile fotografare a pelo d’acqua. Da quella postazione si può vedere un po’ di tutto, ma alcuni animali sono lontani : Svassi, Anatidi, Mignattini. 
Si possono vedere volare i rapaci diurni, Falchi di palude, Falchi pescatori, Albanelle.

A piedi vi spostate al Capanno piccolo, a meno che non siate entrati dal parcheggio di Saletto.
Anche questo Capanno è a due piani, è posto su uno specchio d’acqua minore e qui siete più vicini agli Svassi maggiori, ai Cigni, alle Folaghe, ai Cormorani, agli Aironi bianchi e cinerini[3] , Sgarze, Martin pescatori, Oche selvatiche…

Lungo il sentiero vi sono due schermature e qui trovate veramente cose da andare fuori di testa, 70 coppie nidificanti di Cavalieri d’Italia, coppie di Sparvieri, l’Ibis sacro e, durante la migrazione, le Gru, il Piviere dorato....

All'ingresso principale (La Rizza) c'è una voliera aperta per le Cicogne bianche, vi si riproducono varie coppie e di tanto in tanto si ferma la Cicogna nera.

E’ presente nell'Oasi anche la rara Testuggine palustre.
E spesso si vede scappare tra i cespugli una Volpe

E adesso inseriamo la mappa dell'oasi, per quelli che la vorrano visitare.

Oasi La Rizza



Le indicazioni in mappa sono:

A e B  le due entrate, A venendo dalla Strada della Vietta e B venendo da Saletto; le due entrate sono fornite di parcheggi, quindi potete lasciare l'auto o la moto ed inoltrarvi a piedi o in bici per i tratti consentiti. Vi sono possibilità per i disabili motori.

1 - la zona di nidificazione delle Cicogne,
2 - la zona dove potete trovare limicoli, anatidi, ardeidi e cicogne, sempre che siano
     state  tagliate le canne, se no si nascondono all'interno del canneto,
3 - Capanno Grande di cui abbiamo parlato sopra, al quale si accede percorrendo il
     sentiero colorato in azzurro, che permette anche di passeggiare per le varie zone
     dell'oasi
4 - Capanno Piccolo, con una vista molto ampia su tutta l'oasi e possibilità di fotografare 
     da vicino diverse specie
5 - una delle schermature, tali strutture permettono di vedere tramite feritoie gli uccelli
     senza disturbarli. Ve ne sono nelle località Mezzacasa e La Morte.
________

[1] Il censimento riguarda sia l'oasi stessa che le zone limitrofe, in quanto anche se i volatili nidificano e sono stanziali all'interno dell'oasi, sarebbe una rilevazione limitata se si considerasse il territorio solo dell'oasi: i volatili un bel volo di tanto in tanto se lo vogliono permettere.
[2] La Rizza, nome ereditato dalla casa che era una volta al centro del terreno dell’oasi stessa.
[3] Gli aironi sono spesso in volo anche sulla strada provinciale, non è raro vederli stagliarsi con le loro forme filiformi contro il cielo blu



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