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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Bonora: Capitolo quarto - La fauna arcaica

Capitolo quarto. 2 - La fauna arcaica

Di Angela Bonora (del 28/10/2006 @ 11:42:18, in Cap. 4 - Fauna, linkato 8559 volte)

Dickinsonia?
La vita vegetale e la vita animale si sono, in prima fase, evidenziate con tracce di esseri unicellulari e quindi con le loro successive trasformazioni sia nei mari che nelle terre emerse.

Il reperto che qui vi presentiamo è molto simile a quello che si reputa sia la Dickinsonia, essere monocellulare,  della fine dell'era Archeozoica, agli albori del Paleozoico, raccolto sulle coste del mare del Nord.

Altri esseri viventi invertebrati si presentano e sono molto simili ai Celenterati che tuttora vivono nei nostri mari.

Qui nella figura sottostante ne diamo una visione per similitudine,  dato che per  la loro struttura gelatinosa non è possibile produrre testimonianze fossili ben visibili.    

L'Era Paleozoica (o della vita antica), segnò un'accelerazione nell'evoluzione del nostro Pianeta: in quasi 300 milioni di anni, vi furono, infatti, importantissime trasformazioni, tanto nell'assetto della superficie terrestre quanto negli organismi.

All'inizio del Paleozoico, circa 540 milioni di anni fa, la fauna della Terra era composta solamente da organismi primitivi, privi di scheletro e gusci protettivi, immersi in oceani primordiali.

Al termine del Paleozoico, 250 milioni di anni fa, la Terra risulta invece molto più simile all'attuale, anche se non sono ancora comparsi alcuni gruppi di animali e piante che siamo abituati a vedere attualmente, mentre esistono specie già estinte.
trilobite

Nel Paleozoico si sono formati animali dotati di scheletro, verteb rati, o dotati di gusci protettivi come molluschi, trilobiti (periodo cambriano), pesci, cordati (periodo ordoviciano) , piante vascolari terrestri (periodo siluriano), anfibi e insetti (periodo devoniano), rettili e foreste di felci (periodo perniano).

schema di trilobite




Gli antenati dei rettili attuali e di quelli che si formarono per evoluzione nel Triassico erano particolarissimi, dotati di creste enormi, ungulati e avevano habitat sia terrestre che marino.
                                                       rettile arcaico

La folta vegetazione in continuo aumento per le favorevoli condizioni climatiche permise all’inizio dell’era successiva , Mesozoica, e precisamente nel periodo Triassico, l’accrescimento dei rettili a proporzioni notevoli.

Ecco apparire le forme animali che più ci hanno sempre stupito: i dinosauri erbivori e le prime forme di mammiferi.

I dinosauri[2] , senza alcun dubbio, sono i fossili più familiari al grande pubblico e, soprattutto i bambini spesso conoscono meglio questi animali estinti di quelli viventi[3] .
ricostruzione di dinosauro

Il cinema, la televisione e l’industria dei giocattoli hanno contribuito ad una maggiore coscienza scientifica, ma ha anche portato a deformazioni e a false opinioni: si ritiene che i dinosauri fossero un pericolo per l’uomo delle caverne.
Il primo uomo si presentò sulla terra solo nel Quaternario, circa 220 milioni di anni dopo.
I dinosauri, invece, si estinsero molto tempo prima.

ricostruzione di dinosauro

Altra opinione esagerata è che i dinosauri fossero sempre di dimensioni enormi e sanguinari rapaci, come il terribile Tyrannosaurus rex, il più grande carnivoro terrestre mai esistito, che spargeva terrore e distruzione sul suo cammino.
Erano principalmente erbivori ed alcuni anche di piccola taglia, simili a grossi tacchini, come i reperti geologici ci permettono di vedere, altri invece superavano le 50 tonnellate.

Tutte queste informazioni ci derivano dallo studio approfondito dei fossili, cioè dagli elementi dissotterrati in vari periodi, e che solo nel XVIII secolo sono stati riconosciuti completamente come gli antichi abitanti della Terra.

Per tutto il Medioevo le strane forme che la Terra rendeva a chi la esaminava erano considerate scherzi della natura stessa, che nel suo evolversi imitava se stessa all’interno delle rocce: non felci fossilizzate, ma rocce che assomigliavano a felci…, conchiglie, non residui di un antichissimo mare, ma perse dai pellegrini che le usavano per bere durante i loro viaggi verso i luoghi santi…

Fu proprio nella pianura padana che si ebbe la prima intuizione sulla vera natura dei fossili e la loro importanza per leggere la storia non scritta del nostro pianeta.fossile pesce balestra

 

 

fossile di pesce balestra

 

 

Leonardo da Vinci (1452–1519), durante i suoi lavori di ingegneria idraulica, aveva avuto l’opportunità di esaminare diverse rocce ricche di conchiglie, non molto dissimili da quelle che si trovavano nelle spiagge vicine: dalla loro osservazione aveva dedotto che i fossili erano esattamente quello che apparivano, cioè resti di organismi marini che erano vissuti nel periodo di formazione delle rocce nelle quali ora si trovavano.
Tali affermazioni peraltro non trovarono seguito fino al XVIII secolo, quando nacque la paleontologia[4] come scienza.impronta di ammonite

Nel fossile riportatoqui a lato si individua nell'angolo sinistro, in basso, l'impronta di un'ammonite

 

 

 

 

D’altra parte la Chiesa sosteneva che la Terra era stata creata in sei giorni e la sua età era di pochi millenni. Un arcivescovo irlandese, Ussher, nel 1664 attribuì con assoluta certezza la nascita della Terra all'anno 4004 a.C., giorno 26 ottobre, ore 9,00 di mattina: i fossili erano opera della genialità del demonio…

Gli scienziati stentavano a rendersi autonomi dalla Sacre Scritture e le loro teorie erano spesso forviate da preconcetti che difficilmente essi tralasciavano per nuovi studi.
Solo grandi pensatori, come Archimede, Leonardo, Galileo, Michelangelo,…se ne discostavano, ma non senz’altro a loro vantaggio, pagavano di persona quella loro impudenza per il nuovo, per il vero.

Solo all’inizio del 1800, per il moltiplicarsi di nuove scoperte, la comunità scientifica fu in grado di dare la giusta interpretazione ai fossili di grandi dimensioni. E l’Italia nel rinvenimento di tali reperti si può dire sia uno dei siti più generosi, costantemente si hanno notizie di ritrovamenti recenti.

Si poté allora cominciare a pensare che i dinosauri fossero animali vissuti in un arco di tempo compreso fra i 225 e i 65 milioni di anni fa, cioè nell’Era Mesozoica, e nell’era successiva, Cenozoica, arrivarono i mammiferi.

I dinosauri, tutti animali terrestri e di differenti tipologie, si differenziavano dagli altri rettili per la disposizione delle zampe poste verticalmente sotto il corpo. Essi potevano essere bipedi o quadrupedi, ma il ventre e la coda non toccavano mai (o quasi mai) il terreno. Altra differenziazione era la diversa temperatura corporea; si sono potute stabilire ipotesi di due tipi di dinosauri: a temperatura bassa e a temperatura medio-alta.
Un’altra delle caratteristiche più notevoli dei dinosauri era data dalle modestissime dimensioni del cervello che occupava un minuscolo recesso nella parte posteriore del cranio. Alcune delle forme più grandi possedevano anche una espansione del midollo spinale alla base della colonna vertebrale che fungeva da secondo cervello.

I dinosauri sono importanti per le loro successive evoluzioni: suddivisi in due grandi gruppi a seconda che le ossa del bacino ricordino quelle di un rettile, Saurischi, o quelle di un uccello, Ornitischi, costituiscono la base di altre specie animali. Stranamente gli uccelli si sono evoluti dai primi. Gli scienziati per lungo tempo avevano avvalorato l’ipotesi contraria, proprio per la diversa conformazione, ma studi e ritrovamenti recenti in Cina hanno reso più evidente questa evoluzione.

Al passaggio fra Mesozoico e Cenozoico (dal greco kainos = recente e zoion = animale) qualche cosa deve essere successo se in poco tempo scomparvero tutti i dinosauri dalla faccia della Terra.
Nel corso degli ultimi due secoli sono state elaborate svariate teorie nel tentativo di spiegare l’estinzione di queste strane creature fisicamente potenti, longeve e dotate di grande capacità di adattamento ad ambienti diversi. Esse dominarono la vita sulla Terra per 160 milioni di anni e scomparvero insieme a molte altre specie di piante e animali.

Molte furono nel tempo le estinzioni di massa che selezionarono le razze più deboli facendole scomparire dalla Terra, non furono il risultato di eventi catastrofici unici o temporaneamente vicini tra loro, ma di trasformazioni normali di lungo periodo.

L’estinzione dei dinosauri però non si trattò di un fatto normale, ma di un evento eccezionale in cui avvenne una drammatica estinzione di massa che cancellò, in un solo colpo, da mare e terra, quasi tutte le specie viventi.

In passato, per spiegare la fine dei dinosauri, si invocarono teorie che facevano riferimento a graduali cambiamenti ambientali climatici che sarebbero risultati fatali ai grandi rettili. Ancora oggi i rettili, che si sono salvati dalla catastrofe, sono animali che vivono nei climi caldi, almeno quelli di grande mole, come coccodrilli e grossi serpenti, mentre nei climi temperati vivono soltanto piccole forme che si difendono nella stagione avversa andando in letargo.
Alcuni ricercatori pensarono anche alla evoluzione e concorrenza di mammiferi piccoli, ma più vivaci, i quali avrebbero mangiato tutte le uova dei dinosauri.
Per giustificare il declino dei dinosauri si sono anche ipotizzate cause interne alla vita stessa di quegli animali come ad esempio:
-una degenerazione biologica dovuta al gigantismo e crescita spropositata di ossa e corna, che avrebbe indebolito il dinosauro non più abile a reggersi per il troppo peso
- l’avvento di virus particolari, che il dinosauro non avrebbe potuto combattere con il proprio sistema immunitario.

Comunque insieme con questi animali perì anche una notevole varietà di altre forme viventi con caratteristiche fisiologiche del tutto diverse.
Si pensa che morisse il novanta per cento di tutti gli animali e di tutte le piante presenti sulla Terra.
Non scomparve però la quasi totalità delle fauna delle acque dolci.

Agli inizi degli anni Ottanta ricercatori americani avanzarono una nuova ipotesi circa la possibile causa della catastrofe di fine Mesozoico. Si pensò che potesse essere caduto dal cielo un oggetto di grandi dimensioni, come ad esempio un meteorite o una cometa del tipo di quella che nel 1994 è precipitata sulla superficie di Giove, e susseguente all’impatto la successiva emissione nell’atmosfera di una grande quantità di polveri che, trascinate dalle correnti atmosferiche, avrebbero avvolto il pianeta impedendo ai raggi del Sole di raggiungere la superficie terrestre, rendendo impossibile la fotosintesi.
A seguito di ciò si sarebbe interrotto il primo anello della catena alimentare lasciando senza cibo gli erbivori e di conseguenza anche i carnivori che degli erbivori si cibavano. Furono invece solo parzialmente colpiti quegli animali onnivori che basavano la loro dieta su qualsiasi cosa riuscissero a trovare, come insetti, vermi, larve e i detriti organici in sospensione sull’acqua. Questo sarebbe il motivo per il quale gli animali di acqua dolce, cioè pesci, anfibi e alcuni rettili furono solo parzialmente colpiti dal disastro. 

Nello Yucatan (Messico), è stata individuataschema di meteorite e cratere una struttura geologica di grandi dimensioni che potrebbe corrispondere al cratere prodotto dal meteorite caduto. Anche i sedimenti, in parte iridio, che ricoprono questo avvallamento del terreno mostrano un’età compatibile con il periodo oggetto di esame.
La figura qui a lato dà una visione un po' fantastica della caduta di un meteorite e del cratere che ne deriverebbe dall'impatto

Altri scienziati però rimangono dubbiosi relativamente all'impatto avvenuto nelloYucatan e datano la caduta del meteorite in 300 mila anni prima della scomparsa dei dinosauri. Preferiscono cercare la causa del disastro ambientale all’interno del pianeta: sono convinti che una intensa attività vulcanica potrebbe spiegare altrettanto bene il fenomeno, in quel periodo l’attività vulcanica fu eccezionalmente intensa.

Ad esempio in India, in tempi relativamente brevi e proprio nel periodo che sta a cavallo fra il Mesozoico e il Cenozoico, si accumularono enormi quantità di lave basaltiche.

vulcano in eruzione 
I ricercatori hanno tentato anche di conciliare le due ipotesi, meteorite ed eruzioni vulcaniche, immaginando che queste ultime siano state provocate proprio dalla caduta del meteorite.

A sostegno di questa terza ipotesi viene citata l’Islanda, isola vulcanica che si trova in corrispondenza di un punto caldo e nella quale sembra non esistano rocce di età superiore ai 65 milioni di anni e quindi potrebbe essere emersa proprio a seguito dell’impatto di un meteorite.

Altra ipotesi è portata dai ricercatori americani, che nello studio sulla estinzione di diverse specie di animali marini, sono venuti a concludere che la loro scomparsa su larga scala si verificherebbe in media ogni 26 milioni di anni.
Ma estinzioni di massa cicliche, e non accidentali, dovrebbero avere una causa comune: quale? e le ipotesi rimangono senza risposta logicamente completa.
E si ritorna ad avvalorare ipotesi contrarie: l’ipotesi sull’estinzione dei dinosauri e la sopravvivenza dei mammiferi, perché questi ultimi più adattabili a mutate situazioni ambientali e in continua modificazione, non sarebbe più valida, solo un evento traumatico di altro tipo avrebbe potuto invece consentire ai rettili di evolversi verso la forma più intelligente.

…E poi siamo veramente sicuri che il mammifero e successivamente l’uomo sia la forma più intelligente? Sino al Triassico la riproduzione era o per spore o ovipara, dal Giurassico convivono due specie evolute nel sistema riproduttivo: uccelli, rettili (ovipari) e mammiferi primordiali. Ma non siamo ancora giunti alle specie attuali, solo alla fine del Cretaceo abbiamo primati, nostri più diretti antenati.

La vegetazione assume una conformazione differente, l’aspetto sessuale delle piante si trasforma e il fiore diventa organo riproduttivo anche nella vegetazione. Tali sistemi riproduttivi sono tuttora in funzione sulla Terra. Nel Terziario abbiamo visto continue trasformazioni degli esseri viventi e immigrazioni da un suolo all’altro, estinzioni di massa.
libellula
Non si sa ancora come esseri così immensi come
i dinosauri siano spariti, mentre libellule si siano
ridimensionate dalle loro precedenti forme
( 2 o 3 metri alari) e abbiano potuto sopravvivere.                                              

Comunque è all’inizio del Quaternario, 5 milioni di anni fa, che compare il prototipo dell’uomo e convive con gli animali e le piante che sono rimaste, selezionate naturalmente, ad abitare la Terra. Ma tutto ciò non è avvenuto in un minuto…

Le trasformazioni geologiche, che avevano portato il nostro territorio ad una conformazione molto vicina a quella attuale, erano state seguite da uno sviluppo della vegetazione caratterizzato inizialmente da conifere e via via da altre forme di vegetazioni naturali che poi ora permangono, volute e rimaneggiate dall’uomo.

In questo rigoglio della terra, e tra le zone umide e aride che si succedevano, furono i rettili a sopravvivere meglio, svilupparsi e mantenere il dominio, rettili di dimensioni spesso notevoli.
Animali che si trasformarono poi in simbiosi con la trasformazione del suolo.
Da rettili enormi, predatori di rettili più piccoli, da rettili viventi nell’acqua poi sulla terra, da predatori dei loro simili ad erbivori nell’immensa foresta umida, a uccelli di strana conformazione se confrontati con quelli a noi ora noti.

Abbiamo periodi, centinaia di milioni di anni, in cui sulla pianura, che si trasforma, o meglio si forma, volano rettili con le ali o uccelli con code da rettili … un vero Giurassic Park….

Il sollevamento delle rocce sommerse, l’abbassamento del mare Adriatico, i movimenti tellurici, le sollecitazioni continue di vario tipo alla nostra terra, i detriti depositati dai fiumi e dalle diverse condizioni atmosferiche sulla Pianura Padana, ci portano, circa 50 milioni d’anni fa, al quasi definitivo assestamento delle catene montuose e delle valli che vediamo attualmente.

Alla fine del Pliocene, torna a dominare il mare, le dorsali appenniche si elevano ancora, nel sud grandi eruzioni vulcaniche e movimenti nei fondali fanno emergere altre terre: l’Italia si trova ad un certo punto collegata con l'Africa.
Tramite il ponte continentale e in momenti climatici favorevoli la fauna, che si era già formata nella parte sud del continente euroafricano, si sposta verso nord ed abbiamo nelle nostre terre animali marini e terrestri africani. 


Molluschi molto simili a quelli che abitano conchiglie come quella riportata qui sotto sono tuttora reperibili lungo le coste del Senegal. Conchiglie fossili con la stessa conformazione sono reperibili  nei depositi marini "caldi" dell'ultima era interglaciale (Mytilus senegalensis).

 

 Cambiamenti climatici successivi, con raffreddamento, riportano questi animali nella loro terra di provenienza, ma rimangano tracce del loro passaggio[5] .

Il Quaternario non è stato senz’altro un periodo calmo e di sola sistemazione del suolo.

Infatti le variazioni climatiche ebbero forti influenze sulla flora e sulla fauna.

Durante le fasi glaciali i continenti si coprirono di tundre, steppe e di foreste di tipo nordico, sulle terre emerse, gli attuali deserti, con l’aumento della piovosità, erano foreste accoglienti.

Si assiste pertanto ad uno spostamento verso Sud, verso boschi e foreste temperate, di animali considerati ora tipicamente nordici, come alci, cervi, renne, e altre forme, oggi estinte, come rinoceronti lanosi (Coelodonta antiquitatis), orsi delle caverne (Ursus spelaeus), mammut (Elephans primigenius) e cervi giganti (Megaloceros euryceros). 

                              

mammut

               

rinoceronte lanoso          orso delle caverne

       

               

tigre dai denti a sciabola

        

E anche tigri con i denti a sciabola, se ne ritrovano i reperti nel centro dell'Italia 


La stessa migrazione per la sopravvivenza si verificava per la fauna marina.

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[2] Il nome “Dinosauria”, dal greco deinos =enorme e sauros =lucertola, rettile, fu coniato nel XIX sec. dall’anatomista inglese Richard Owen, sulla base dei ritrovamenti di quell’epoca, che risultavano di grandi dimensioni. Ovviamente il nome non era più adeguato per i fossili rinvenuti successivamente e di piccola taglia ma si mantenne perché in greco deinos significa anche “terribile”: dinosauri “rettili terribili”, mentre spesso erano docili, come tutti gli erbivori.
[3] Durante una lezione sul latte, ai bambini delle scuole elementari di San Giorgio, ci siamo accorti che la maggioranza di essi non aveva mai visto una mucca dal vivo: la mucca era rappresentata per loro dal litro di latte e dalla fettina acquistata al supermercato.
[4] Il termine è l’unione di tre parole greche: palaios = antico, ontos = essere e logos = discorso, quindi “discorso sugli antichi esseri viventi”.
[5] Ne sono testimoni i ritrovamenti di resti di tali specie di fauna nell’Italia Centrale e sulle nostre Alpi.



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