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Cap. 9 - I Romani nella Pianura Padana17
Cap.10 - I Barbari ... Alto Medioevo10
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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Bonora: Prefazione: il territorio

Prefazione: il territorio

Di Angela Bonora (del 27/10/2006 @ 19:03:48, in - Prefazione -, linkato 3775 volte)



Partiamo scrivendo di un piccolo paese inserito in una vasta pianura, la Val Padana, e partiamo parlando del suo territorio e del plasmarsi di quello a lui intorno, la pianura.

Il territorio di ogni paese è sempre molto importante ovunque esso si trovi, ma non tutte le vallate di miliardi di anni fa sono partite come oceani, Oceano della Tetide, per poi trasformarsi in territori coltivabili poi coltivati, abitati e con importanza particolare nell’ambito di un mare interno, il Mare Mediterraneo, e con influenze particolarissime per i continenti circostanti.

Parlando di territorio non intendiamo solo il terreno, ma anche acque, particolarità climatiche, piogge, caldi intensi, glaciazioni ricorrenti, e poi flora, fauna.
Parliamo di un sistema in evoluzione di forze in movimento al passare dei millenni, dei miliardi …di anni.
Si suole parlare di habitat, ma spesso non si ha la sua vera nozione.
Si considerano uomini residenti in un territorio spesso dimenticando l’effettiva evoluzione per miliardi di anni di tale ambiente e che ciò che ora vediamo è il piccolo risultato del lungo lavoro del e nel sistema pianeta.
In tutto ciò evidentemente l’uomo é intervenuto negli ultimi millenni trasformando il territorio con metodi artificiali per farlo diventare utile alle proprie esigenze.

La Valle Padana ed altre valli in Italia sono state terre di bonifica: non é certamente facile passare da un oceano ad un campo arabile, l’acqua riaffiora sempre sul pelo del suolo, anche se tanti sollevamenti geologici hanno fatto un lungo lavoro per dividere le acque dalle terre. Ma l’opera dell’uomo per prosciugare paludi, arginare fiumi e torrenti, convogliare acque in canalizzazioni per strappare terreno alle acque ed ottenere pianure fertili, economicamente agibili, é stato immenso.
Tutte le popolazioni che si sono insediate nel tempo nei vari siti della Penisola hanno operato trasformazioni territoriali, trasformazione della flora e della fauna, edificazione di abitati, di nuclei abitativi.
Ogni periodo storico della Val Padana é stato caratterizzato da differenti opere di bonifica che sono ora la base degli insediamenti attuali.
Un gran numero di canali, rogge, fontanili, sono stati costruiti nella Bassa Pianura in tutti i secoli: si ha il completamento di tali lavori dopo l’unità d’Italia con la formazione di consorzi attuati solo per scopi di bonifica. L’Italia Unita vide il sorgere di ben 20 mila consorzi di proprietari.
Tutte queste opere, indirizzate alla manipolazione e all’uso dell’acqua, hanno dato un grande impulso all’agricoltura, all’industria – grazie all’erogazione di forza motrice - e al commercio.

"Ogni provincia dell’alta Italia guarda ai fiumi come alle leve maggiori della produzione " così scrivevano gli operatori del nuovo sistema idrico.
La lunga e continua opera di rimodellamento dell’habitat non è dipeso soltanto dall’esigenza di insediamenti umani e dalla laboriosità dei popoli, ma anche dalle caratteristiche fisiche del nostro territorio.
Abbiamo accennato all’inizio alla conformazione geologica del nostro suolo e parlando di tempi sembrava si parlasse di tempi tanto remoti da non neppure riuscire a prenderli effettivamente in considerazione, ma il nostro territorio è giovane e quindi in continua evoluzione con ben quattro vulcani attivi e quindi con suolo di recente formazione, instabile, con eventi sismici periodici.
Ricordiamo che l’Italia è il solo Paese d’Europa ad avere ben 4 vulcani attivi. E quindi il suo è un suolo di recente formazione, ancora instabile: la ricostruzione della storia dei terremoti tramite gli antichi scritti ha permesso di evidenziare una carta sismica che ci permette di conoscere anche il sottosuolo.

Comunque parlando di Bassa Bolognese e di Val Padana possiamo dire che il sottosuolo qui non risente di fattori sismici notevoli, se vulcani vi erano, ricordiamo i Colli Euganei, sono ora ad attività limitatissima.
Bisogna parlare invece di fattori idraulici che espongono tali terre a grandi esondazioni delle acque, in caso di piogge prolungate.

La Val Padana è forse il più complesso sistema idrografico d’Europa, caratterizzato da numerosi fiumi e affluenti in uno stesso territorio, con aree sotto il livello del mare, che necessitano della continua opera delle macchine idrovore per mantenersi asciutte.

Dal Medioevo, prima con l’opera dei frati Benedettini nell’Alto Medioevo, poi con i contadini dal Basso Medioevo e fino agli anni Sessanta del Novecento, questo processo è stato in parte controllato. Sono stati, infatti, i contadini a creare e tenere sgombri fossi e canali per il deflusso dell’acqua piovana, a costruire e riparare muretti di protezione, a piantare alberi avidi di acqua, con radici resistenti per imbrigliare il terreno a controllare frane e smottamenti.

Ed ora in questo nuovo secolo la fragilità del territorio si fa risentire? Sì, gli ultimi fatti nelle zone pedecollinari dovrebbero farci agire velocemente per arginare cedimenti e sfaldamenti…tenendo conto che molti incidenti sono localizzati nelle zone di forte attività vulcanica...

(Angela 2.006)

Appendice all'Introduzione
L'introduzione sopra scritta era stata stilata all'inizio del lavoro e faceva riferimento ai primi ricercatori, Anna, Maura ed io. Non mi aspettavo che altri si aggiungessero con apporti decisamente validi e di natura tecnica nel corso della formulazione. Quindi questa “storia” di un “”paese senza storia” sta diventando un lavoro a più mani e non solo dei primi “tre”.
Ecco Luciano Manini, che ci aiuta con la sua conoscenza della parlata e degli usi locali.
Daniiele Facchini, che ci parla dell'agricoltura attuale e della sua trasformazione nell'ultimo decennio,
Graziano Baccolini, che ci porta affascinanti ipotesi/verità su gli Etruschi.
Si ringraziano inoltre tutti gli Enti, le Istituzioni scientifiche, i Siti Internet che hanno permesso agli autori di visionare ed utilizzare i materiali costuditi nei loro Archivi.


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