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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Bonora : Cap. 10. 5 - Bononia

Capitolo decimo. 5 - Bononia

Di Angela Bonora (del 15/03/2009 @ 19:37:44, in Cap.10 - I Barbari ... Alto Medioevo, linkato 4354 volte)

 


Bologna soffrì non poco per le invasioni barbariche.

Bononia, colonia romana, nella tarda età repubblicana e nella prima età imperiale non aveva cinta muraria, ma ripari in legno e 1'abitato s'inseriva gradatamente nell'agro.
Nell'anno 88 a.C., Bononia cambiò il suo stato giuridico e da colonia di diritto latino divenne municipio. I suoi cittadini acquisirono la cittadinanza romana e con essa un più ampio "status politico e giuridico" e la città si trasformò, malgrado le guerre sociali che avevano scosso  Roma dopo la morte di Cesare.

 Bononia  nell’età augustea aveva comunque arricchito l’arredo urbano con pavimentazioni stradali stabili per uno sviluppo di oltre dieci chilometri, aveva costruito  canali  e  fognature. aveva dotato la città del famoso acquedotto che prelevava acqua dal torrente Setta e la portava alle porte della città con una galleria di oltre venti chilometri [1], l’acqua veniva  poi distribuita in città tramite  tubi di piombo[2] .
 L’impianto tutto  era stato ristrutturato, edifici pubblici, privati, decorati con mosaici e marmi avevano abbellito la città.
Entrarono in funzione terme pubbliche, un teatro[3] , l’arena. Una necropoli di ampie dimensioni è stata rinvenuta nella zona dell’attuale Porta Galliera e ai  margini delle strade esterne si allineavano monumenti funebri, tracce di altre necropoli di età molto più antica sono spesso ancora reperibili.
 Dal punto di vista architettonico Bononia non aveva nulla da invidiare alle altre città augustee. Anzi lungo i canali che attraversavano i quartieri orientali, esistevano fabbriche di tessuti, ceramiche, suppellettili di vario genere e il commercio nella città era fiorente.
Anche l’incendio, che in parte la distrusse nel 53 d.C, non fermò l’economia e Bologna, dopo la pronta ricostruzione voluta da Nerone, ritornò ad essere un punto importante di incontro sia commerciale che culturale.

Per tre secoli a Bononia si visse bene e con larghezza di mezzi.
Il decadimento che subirono Roma e le altre città romane alla morte di Alessandro Severo e il caos prodotto dalle persecuzioni ai cristiani indette da Diocleziano, colpirono anche Bononia.
Ma la città come aveva reagito alle fiamme dell’incendio, reagì anche a queste ultime traversie. Al momento dell’editto di Costantino, nel IV secolo, i cristiani di Bononia non si fecero cogliere impreparati ed elessero uno dei primi vescovi della storia Cristiana, il vescovo Zama.

Per Zama si può parlare soprattutto di Protovescovo con l’incarico di radunare per la prima volta i cristiani residenti in Bononia in una comunità e specificarne le regole.


Ma Bononia, che stava decadendo come comunità e come città, non resse all’invasione barbarica.
I barbari erano alla ricerca di  terre ricche e, malgrado il dissesto dell’Impero d’Occidente, la bassa bolognese rimaneva pur sempre una campagna fertile e vivibile.
Visigoti, Unni saccheggiarono la campagna e la città, che dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente faceva parte del regno barbarico di Odoacre.
 
Il  successore nel regno di Odoacre, Teodorico, accorso in aiuto contro gli Unni , preferì poi come capitale Ravenna, più vicina al mare, lasciando  Bologna e le altre città dell’entroterra in balia delle tribù nomadi che calavano dal Nord Europa.

Bologna si circondò di mura di selenite, ma era comunque diventata una città fantasma sotto i regni barbarici e vessata dalle tasse imposte dall’Imperatore d’Oriente  impegnalo nella guerra greco-gotica.
 

fortificazioni di selenite


Sole autorità politiche e civili di riferimento per la città e la campagna furono i vescovi, in particolare, nel 430 circa, Petronio probabilmente di origine orientale e strettamente legato per famiglia   all’Imperatore Romano d’Oriente[4], che  ricompose l’area urbana bolognese ed iniziò l’edificazione di chiese.

Sette Chiese


A Lui è dovuto l'inizio della Basilica di Santo Stefano o complesso stefaniano delle Sette Chiese, sarebbe stato costruito dove anticamente, in epoca romana, sorgeva il tempio di Iside.   Nel cortile antistante la chiesa della Trinità è collocata una vasca di marmo(?) dell’VIII secolo con una controversa iscrizione longobarda, che ricorda i privilegi concessi dai Re Longobardi Liutprando e Ildebrando alla città E’ conosciuta con il nome di   “catino di Pilato” in quanto ritenuta imitazione del bacile in cui Pilato si lavò le mani  in occasone del suo giudizio su Gesù e  cortile di Pilato è il nome della zona in cui è conservata.

 

catino di Pilato
La città rifiorì, ma la popolazione era di molto diminuita e le campagne deserte, molti coloni per difendersi dalle invasioni si erano avvicinati alla città e vivevano alla meno peggio lavorando piccoli appezzamenti di terreno sotto le mura cittadine.

Nel VI secolo Giustiniano si impegnò a riconquistare l’Italia e la Romagna e quindi i Bolognesi ritornarono sotto l’autorità bizantina e con le leggi definite da Giustiniano nel suo Corpus Iuris.

L’invasione di Alboino alla testa dei Longobardi  nel 568 non toccò all’inizio Bologna; entrati da Nord Est a Cividale, si mantennero a Nord del Po e raggiunsero Milano   nel 569 e si estesero sino a Modena, scartando  Bologna.

Abbiamo già visto le pretese espansionistiche dei re Longobardi e la loro  diffusione nella campagna bolognese diretti a conquistare le terre bizantine dell’Adriatico.
 Nel 643 si attestarono lungo il Panaro e  lì venne posto il confine tra Longobardia e Romania e Bologna diventò città armata, di frontiera bizantina.
 I Longobardi estesero le loro postazioni poi verso il Sud d’Italia e sulla costa tirrenica.
 
Longobardi e Bizantini  mantennero la frontiera  sulla Val Padana, sulle posizioni imposte nel 643, sino al 727 e in tale periodo di pace Bologna  riprese i suoi traffici  e si sviluppò nuovamente.

Il contrasto  tra  l’Imperatore d’Oriente Leone III, iconoclasta, e  Papa  Gregorio II, rispettoso delle immagini, nel 727  costrinse il Papa a richiedere al re Liutprando l’aiuto dei Longobardi, che nel contempo si erano volti verso il Cristianesimo.
 
I Longobardi, padroni del Nord e Nord-Ovest della Pianura Padana, intervennero contro Bisanzio sottomettendo l’Esarcato Ravennate e la Pentapoli.
Tutta la Pianura era sotto i Longobardi, Bologna  venne sottomessa ed ulteriormente fortificata con nuovi edifici lungo la cinta muraria, nella zona delle attuali Strada Maggiore e Castiglione, comprendendo il complesso stefaniano.

cerchia di mura di Bologna


Le nuove fortificazioni erano orientate verso Est, verso la costa Adriatica,  mentre la parte Ovest della città fu disattesa e cadde in  stato di abbandono. Come si può vedere dalla carta l'andamento delle nuove strade erano semicircolari, baluardo verso Est costituirono quella che venne chiamata "addizione longobarda".
Il Sud  e Nord di Bologna erano ben difese sia dagli Appennini che dal Po già sotto i Longobardi. La parte Ovest caratterizzata da canali, da opifici e monumenti funerari divenne la  civitas rupta.
Lo stesso Dante, che vi abitò  e frequentò lo Studio di  Bologna, in epoca più tarda, notò la differenza di linguaggio tra le strade o meglio contrade S. Felice e Maggiore   e ne parlò nel suo De Vulgari Eloquentia. 
Le differenze tra i due dialetti parlati nella città, che sino al 1900 erano  ancora ben percepibile, molto probabilmente erano dovute alla diversa situazione dell’abitato nell’VIII secolo.


___________

 [1]. Un vero prodigio di tecnica, di costruzione e di organizzazione, che tuttora viene utilizzato.
[2].  Altro uso improprio del piombo, materiale tossico che portava al saturnismo, in epoca romana.
[3]. I resti dell’imponente teatro sono stati rinvenuti nel 1982 in via Carbonesi nel pieno centro cittadino lungo il cardo massimo, vedere anche carta nel capitolo ottavo. 
[4]. Le origini di San Petronio non sono certe. Secondo storici agiografi dell'epoca successiva Petronio sarebbe stato di origine spagnola poi migrato nella Gallia al seguito di una famiglia di magistrati, praticando il diritto. Solo successivamente si  votò al sacrdozio prendendo i voti nel 421 sotto il Vescovo di Milano Ambrogio e poi posto come protovescovo a Bologna. Resta da dire che i bolognesi si considerano Petroniani e quindi a tutti gli effetti Petronio è il Santo protettore della città.



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