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\\ Home Page : Scritto STORIA.SanGiorgioDiPiano.Net - Angela Bonora : Cap. 10. 4 - La società longobarda e la posizione della donna

Capitolo decimo. 4 - La società longobarda, la posizione della donna e la cultura

Di Angela Bonora (del 10/02/2009 @ 13:49:40, in Cap.10 - I Barbari ... Alto Medioevo, linkato 14488 volte)

 

Sino circa al 630 la storia del popolo longobardo non ha fonti scritte significative.

 

Paolo Diacono


Paolo Diacono[1]  l’unico scrittore che documenta le imprese del popolo germanico evidenzia tale carenza , infatti nella sua Storia  scrive a proposito di re Arioaldo, sul trono dal 626 al 636, più di dieci anni, ma non si trovano altre documentazioni scritte delle gesta di tale re e, in quel periodo, i longobardi erano in continua lotta  tra di loro per fatti religiosi e
dinastici.



La religione della popolazione longobarda era originariamente legata al Dio della guerra  Wotan.

La società longobarda era divisa in tre classi :

- i liberi, solo i liberi erano uomini guerrieri che potevano portare le armi al compimento del 12-esimo anno, maggiore età per un longobardo

-gli aldii, semiliberi, dipendenti da un padrone, erano intermedi fra liberi e schiavi, erano legati alla terra che coltivavano. Erano privi di diritti politici e militari, limitati diritti a beni in proprietà, ma per questi ultimi avevano però diritto al guadrigildo. Comunque spesso erano trattati come servi della gleba,

-gli schiavi,  privi di tutti i diritti di persona libera e considerati proprietà di un altro individuo, che sin dall’antichità  aveva diritto di vita e di morte su di essi e sulla loro famiglia, e ne sfruttava il lavoro senza fornire nessun compenso, limitato solo al cibo  necessario per la loro sopravvivenza. Uno schiavo poteva nascere come figlio di schiavi, oppure poteva perdere la libertà perché catturato in guerra o perché debitore di una persona alla quale  sarebbe stato asservito.  

Al vertice della società longobarda  c’era il re, capo di un popolo più che d’un territorio. Il suo titolo ufficiale era Rex Langobardorum.
La sua elezione avveniva  in forma assembleare dei liberi o diritto di successione dinastica se si poteva individuare un personaggio per il quale erano  provati antichi legami familiari con le divinità germaniche.

Il gairethinx , cioè l’assemblea degli uomini liberi della gens Langobardorum, si riuniva in cerchio, in una pianura normalmente recintata. Vi partecipavano tutti gli uomini liberi , che potevano portare le armi, erano pertanto escluse normalmente le donne, i bambini, gli schiavi, gli aldii, i deformi o  menomati.

Il popolo esercitava i suoi poteri attraverso l’assemblea, ed esprimeva la propria volontà per mezzo dei battiti delle armi sugli scudi.
Veniva decisa l’elezione del re e si decideva anche in merito alla convenienza del matrimonio dello stesso.
L’assemblea inoltre nominava i giudici, approvava nuove leggi ed aveva potere di emancipazione, infatti davanti all’Assemblea si consegnavano le prime armi ai giovani diventati maggiorenni e agli schiavi affrancati.

Il re aveva  il potere di heribannum , ossia di indire le leve per spedizioni militari e di punire i renitenti.
Aveva la posizione di  giudice supremo e difensore di tutti, in particolare dei più deboli per il suo ruolo religioso e sociale.
Gli usi longobardi e il successivo Editto di Rotari consideravano individui sotto la tutela del re gli orfani, i minori, le vedove e gli stranieri non nemici che vivevano secondo le leggi longobarde.

La parentela era un’istituzione di base; nei popoli germanici era rappresentata da grandi famiglie che discendevano da un antenato comune e erano raggruppate in un’unica fazione, il cui fondatore era considerato di derivazione divina. Tali fazioni formavano una  tribù.

La tribù longobarda non è chiusa,  in determinate situazioni si permetteva a  famiglie decimate dalla guerra, dalle epidemie o dalle carestie di aggregarsi. Ciò veniva formalizzato tramite un’alleanza spesso suggellata con il matrimonio.

I gruppi di individui uniti da legami di sangue sino al sesto grado erano detti  Sippe  e il matrimonio aew o ehe , termine che significava “legge”.
Data la continua guerra con altri popoli e quindi la morte sul campo dei guerrieri era normale la poligamia per il sostentamento delle vedove o delle giovani. Per un re avere contemporaneamente più mogli era normale, come il re longobardo Vacone (520 –540), che ne ebb tre.

Le mogli occupavano all’interno della famiglia ruoli diversi.
Con il primo matrimonio la donna acquisiva  lo status di “ moglie di primo rango” .
La cerimonia comportava lo scambio di pegni, la dote dei genitori della sposa allo sposo e il dono del mattino, morgengabe o praetium virginitatis, da parte dello sposo alla sposa. I beni acquisiti in  proprietà  dalla sposa al primo mattino venivano indicati in un atto scritto e si inserivano nei suoi beni e ne poteva disporre anche in caso di vedovanza o di secondo matrimonio
Le mogli di secondo rango  erano dette Frideleche , “pegni di pace”, e godevano di diritti inferiori.

figure di donne nel tempio di Cividale

Il comportamento della donna era considerato nelle varie legislazioni germaniche con molta severità:

- i burgundi condannavano la moglie infedele  ad essere affogata nel fango delle paludi ,

- per gli alamanni la donna che praticava  riti magici era considerata una strega, cioè Herbaria (utilizzava le erbe per i riti magici) ed era capace di a mangiare vivo un uomo, per legge  veniva sottoposta alla prova della graticola, cioè coricata su una griglia rovente, oppure alla prova dell’acqua, cioè rinchiusa in un barile pieno d’acqua. Se superava le prove  l’accusa decadeva.

- i longobardi, profondamente superstiziosi, erano soggetti, secondo l’Editto di Rotari, a pesanti sanzioni in denaro se si rivolgevano ad una maga o ad un indovino, e analogamente per chi si permetteva di accusare una donna di stregoneria senza averne le prove. La strega viene indicata nell’Editto con il nome di  masca, viene comunque ammonito chiunque a non uccidere nessuna donna per il fatto di ritenerla una masca .

- nelle successioni dinastiche, era previsto che “sulla terra salica la donna non ha diritti successori al trono”. In tale legge la condizione giuridica della donna, è comunque maggiormente tutelata qualora la stessa rivesta lo “status” di madre. La stessa Legge Salica[2] , parla a proposito della disciplina sullo scioglimento dai vincoli familiari e sull’adozione di un figlio che possa succedere a un capo senza figli maschi.

- la donna nella società longobarda è totalmente soggetta all’uomo, a tale proposito lo stesso re Rotari dispone che la donna “…debba sempre restare sotto la potestà degli uomini o del re “ mentre   il figlio maschio, anche se minorenne, non è soggetto al "mundio" ma semplicemente assoggettato alla tutela paterna, fino alla maggiore età.

Il matrimonio germanico, sin dall’origine, era un contratto e si verificava  o per ratto consensuale della sposa o dietro il pagamento di un prezzo concordato tra le due famiglie.
Con il matrimonio la donna passava dal mundio del padre, o del fratello o del familiare maschio più vicino, al mundio esercitato dal marito: i titolari del mundio, detti mundoaldi, avevano una doppia potestà sulla donna, quella della famiglia di origine in senso lato e quella specifica derivante dal mundio.

Il mundio rimase nell’asse ereditario sino al X secolo quando i mariti provvidero poi a concedere alle proprie future vedove la scelta del mundualdo nei singoli negozi, liberandole così dal mundio di parenti e possibili eredi.
Con questo atto la donna venne emancipata per molte azioni sia all’interno che all’esterno della famiglia.


Cultura longobarda

Oggi siamo portati a viaggiare, ad assorbire vari influssi culturali di altri popoli, viaggiare vuol dire evolversi.

I Longobardi, che ad un primo sguardo sembra non abbiano lasciato niente dietro a se in Italia ed in specie  nella Pianura Padana, ebbero durante le loro migrazioni  lungo l’asse Nord-Sud d’Europa e  il successivo incontro con la civiltà romana, anche se ormai alla fine dei suoi migliori tempi, e poi con la crescente diffusione degli influssi cristiani, la possibilità di impossessarsi di diverse usanze e costumi, che essi arricchirono con le proprie tradizioni. 

Si formò alla fine dell’VIII secolo un sistema di integrazione culturale, purtroppo coincidente  con l’esaurimento della egemonia longobarda.
In particolare  proprio a Cividale , Forum Iulii, prima zona occupata da Alboino, si concretizzò questo fatto culturale con l’azione svolta dal Patriarca di Aquileia, S. Paolino, e il dotto Paolo Diacono.

 
sbalzo a grifoni
I Longobardi  percepirono una costante acquisizione della cultura romana, soprattutto nei più elevati livelli della società.

L’assimilazione della cultura di tradizione romana e classica era segno di distinzione sociale, e particolare attenzione veniva riservata alla conoscenza del diritto romano.

sbalzo a pavoni

 

Gli istitutori, latini, dei figli della nobiltà longobarda erano i naturali canali di trasmissione della cultura umanistica negli ambienti della corte reale e delle corti ducali e delle classi sociali più elevate.

 

nodo longobardo


 

Il contatto diretto con la civiltà bizantina, dovuto alla conquista dell’Esarcato e della Pentapoli, e  l’influsso culturale della seconda sulla prima, fu in questo contesto particolarmente importante.





Già la regina Teodolinda aveva operato per far creare opere architettoniche, nel VI secolo, nelle quali si intravedeva una cultura di stampo nordico. 


Vediamo specialmente nel primo Ducato di Cividale e nel Ducato di Benevento monumenti che accostano a forme rozze longobarde, ma di buona fattura, l’arte italo-bizantina in un connubio armonioso.

Ma non solo Cividale e Benevento ci mostrano fatture longobarde, specialmente nelle nostre zone, ancora tanto lavoro c’è per gli archeologi in campo medioevale, trascurato sinora, per individuare fenomeni di intreccio culturale, particolarmente significativo per descrivere l’inserimento longobardo nelle strutture precedenti.

Pulpito con nodo sottostante


Comunque, quale fosse l’inserimento culturale della società longobarda nelle altre fasce culturali preesistenti, essa non abbandonò mai lo spirito nazionalistico. 
Già in età augustea le tribù germaniche lo avevano rivendicato contro l’impatto culturale romano.

Esempio chiaro è che, se anche prima della calata in Italia, tra i Longobardi era già diffusa la religione cristiana di credo cattolico, vi era anche la religione cristiana di credo ariano, che conquistò anche il loro re Alboino: l’arianesimo fu un segno di specificità nazionale longobarda di fronte al cattolico impero di Costantinopoli.

crocetta con nodi

 

Dagli scavi di necropoli che sono state trovate nella zona di influenza longobarda possiamo renderci conto di come fossero in effetti raffinati questi barbari: ori, collane, vesti nelle tombe delle donne, armature bellissime e con ori nelle tombe dei guerrieri

 

 Crocette

 Le crocette piccole sono state rinvenute applicate ai veli che ricoprivano i volti dei defunti, posti in casse in posizione supina

 

 Insieme a questi ori, ben conservati, sono stati rinvenuti tracce di tessuti elaborati, che ci fanno capire che poi tanto barbari non erano questi invasori dell'Italia.

  

collana longobarda

spille longobarde

 

 

 

 

 

 

 

______________

[1]  Paolo Diacono o meglio Paolo di Varnefrido (Cividale del Friuli, 720 – Montecassino, 799) con il nome latino di  Paulus Diacunus, fu storico, poeta e scrittore longobardo; le sue opere sono tutte scritte in lingua latina.

[2]  Legge salica: codice di leggi scritte in latino, all'inizio del VI secolo dai franchi salii (di qui il nome). I Franchi salii erano  una popolazione che aveva conquistato la Gallia nel corso del V secolo. 
La legge  comprendeva principalmente le multe da pagare e le pene inflitte per offese e crimini.
Tra le disposizioni civili ve ne era una che proibiva alle figlie femmine di ereditare le terre degli avi.
E’ sotto questo aspetto che la legge salica venne più spesso applicata, fu utilizzata come norma contro la successione femminile ai troni europei, in particolare a quello francese. Inizialmente la disposizione era applicata ai privati, poi  venne estesa  alle famiglie dinastiche per impedire che la corona, causa i matrimoni, finisse in mani straniere.

 


 



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